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November 26 Gli anti-Google Un ragazzino idiota pubblica un video
in cui viene picchiato un disabile all'interno di una scuola italiana.
Altri, evidentemente più idioti di lui, guardano il video e lo portano
ai primi posti delle classifiche del portale. Con chi se la prende il
pubblico ministero, visto che gli imputati in carne ed ossa vengono
salvati dal ritiro della querela? Ovviamente con Google, rea - a suo dire - di concorso in diffamazione e violazione della privacy. Ma una domanda viene spontanea: senza la straordinaria cassa di risonanza del web, certe questioni sarebbero mai venute alla luce? Il gioco vigliacco di quattro ragazzini non sarebbe forse rimasto nascosto ai più? A che pro denunciare Google, allora, al posto di quanti commettono effettivamente un reato? Perchè dimostrarsi costantemente indietro coi tempi, oltre che ottusi oltre limite? Pare che da queste parti, davvero, si faccia a gara per questo. ![]() Cosentino uno di loroLa decisione della giunta di
negare gli arresti a Nicola Cosentino non sorprende - ahimè - più di
tanto, benchè il reato ipotizzato dalla magistratura ("concorso esterno
in associazione camorristica") sia piuttosto pesante da digerire, e
piuttosto imbarazzante da difendere di fronte a milioni di italiani a
dir poco perplessi. E' piuttosto raro che venga concessa dal Parlamento
stesso l'autorizzazione a procedere agli arresti di un proprio
deputato, ma questa volta pare proprio che si siano superati i limiti
consentiti. E' la casta che si autoassolve? Le parole di Di Pietro sono
sintetiche quanto pungenti, e trovano purtroppo riscontro nella realtà
dei fatti: un Parlamento che ha in seno diversi elementi pregiudicati,
che troppe volte si dimostra ambiguo nei confronti di reati pesanti
come questo: in altri posti, si sa, ci si dimetterebbe per molto meno,
qui non basta neanche l'essere fianco a fianco con la camorra. La
casta, ormai, fa quel che vuole, senza neanche l'obbligo di attenersi a
qualsiasi principio di lealtà, di probità morale, o di semplice fedeltà
alla Costituzione, come in teoria dovrebbe essere. ![]() November 21 Falli da dietro E' inquietante pensare che
qualcuno, per il solo timore di venire sputtanato da un trans, possa
decidere di uccidere una persona. Talmente ripugnante che vien da
pensare che ci sia dietro qualcosa di veramente grosso, se si arriva a
compiere una simile vigliaccata. La morale di queste terre è, comunque,
arrivata ai suoi minimi storici: siamo circondati da delinquenti, e la
cosa peggiore è che comandano loro. Neanche fossimo in Myanmar, in
Russia od in Coread del Nord. Il caso di Stefano Cucchi, ad esempio,
dovrebbe insegnare qualcosa, o portare all'evidenza di tutti che si è
passato ogni limite di decenza: stiamo regredendo ad uno stato
primordiale, e la cosa passa come la più normale possibile. Senza che
nessuno si scandalizzi più di tanto. ![]() Water closed Sentir parlare di acqua affidata
ai privati è un'aberrazione intollerabile, il delirio di un mondo che
considera tutto prodotto, perfino quel che cade dal cielo. Quando
arriverà l'appalto per l'aria che respiriamo? ![]() November 12 La forza delle parole, la forza della verità Sentire parlare Saviano è una
sorta di catarsi per lo spirito. Perchè tutte le brutture, tutte le
meschinità, tutte le storture delle menti degli uomini vengono meno di
fronte alla prepotenza delle parole, di fronte a quella forza
impercettibile ma estremamente consistente che è la verità. E Roberto è
maestro nell'usarle, quelle parole, nell'elencare quanto di sbagliato
vi è in questo mondo, di quanto la bellezza potrebbe invece ricostruire
i ponti verso la felicità. Perchè non è solo una canzonetta ad
affermare che la verità fa male, ma palese realtà dei fatti: il dolore
è però prodomo di ricerca interiore, di fuoco che arde dal di dentro,
di pulizia totale che può solo condurre alla salvezza. E vale in tutti
i campi, in ogni misura: dalla propria psiche, alla politica, alla
religione, alla scienza, alla natura..ragionando secondo coscienza, ed
evitando di cadere nella trappola delle cose troppo facili e banali si
vive di più, si vive meglio, si apprezza realmente ciò che si ha. Ma il
veleno proprio di quest'era favorisce le frivolità, le bugie, la
falsità di comodo, a tutto vantaggio di nessuno. Perchè le falsità, i
mezzucci, le connivenze torneranno indietro come un boomerang,
scoperchiando l'inconsistenza in cui siamo sommersi. La verità è una
forza unica al mondo, e chi va brandendo quest'arma rischia il
dileggio, il discredito, financo la vita, come è accaduto alla povera
Anna Politoskaia, ma ciò nonostante il rischio va preso ed accettato,
ne va della nostra sanità mentale, ne va di tutto ciò in cui crediamo
fermamente, che non può essere fermato da chi si copre gli occhi e
continua ad andare inconsapevolmente incontro ad un destino fatto di
miserie. La vita deve essere vera, ed è un conforto totale sapere che
in queste latitudini c'è qualcuno che pensa oltre alle apparenze,
qualcuno come Roberto che fa della verità il proprio credo anche a
detrimento della propria esistenza, che va avanti nonostante tutto. E'
un grande, immenso caldo conforto per l'anima. ![]() November 08 up with Up Ma come diavolo fa la Pixar ad infilare tutta quella poesia tra milioni di pixel? ![]() La croce in croce Partendo dalla premessa che
l'Italia è un Paese laico, nel quale non esiste religione di Stato nè
tantomeno una sommaria indicazione teologica nella propria
Costituzione, perchè indignarsi tanto per una sentenza della Corte
Europea che impone il bando al crocefisso nelle aule delle scuole,
oltre che negli altri uffici pubblici? Vengono messe in mezzo le radici
cristiane di queste terre, fuorviate dalla presenza ingombrante del
Vaticano, che ovviamente pensa ai propri tornaconti piuttosto che ad un
effettivo interesse verso la salvezza delle anime. Perchè - per
parlarci chiaro - parlare di "consuetudine" e "tradizione"
relativamente alla presenza della Croce in classe, dovrebbe essere un
vero insulto per gli stessi cristiani che vedrebbero svilita e
banalizzata una cosa importante come è, appunto, il sentimento
religioso. Lasciare che la "tradizione" prenda posto nel cuore dei
fedeli del "sentimento" è un vero e proprio atto di rinuncia da parte
di una Chiesa che punta soltanto a mantenere la propria potenza
numerica, rimanendo indifferente all'effettiva Fede di chi dovrebbe
credere. Rimanendo al discorso più meramente pratico, non può che far
amaramente sorridere l'ennesimo atto di ipocrisia neanche troppo velata
dei vari difensori della religione (tra cui, ovviamente, diversi
elementi delle istituzioni pubbliche), che si riscoprono magicamente
cristiani alla bisogna, dopo aver magari profanato la parola di Dio per
proprio specifico diletto. La croce nel cassetto della cattedra è una
mera provocazione, perchè in realtà quella croce ce l'ha già messa chi,
ogni giorno, offende veramente Gesù riponendolo in un angolo, al buio e
senza considerazione. E non è che assurgendolo al rango di ligneo
soprammobile si risolve di certo qualcosa, nella coscienza di chi pensa
magari di cavarsela con poco. Sarebbe troppo, troppo facile. ![]() Flavia e le altre Il tennis italiano può
finalmente alzare la testa e mostrarsi orgogliosamente forte agli occhi
del resto del Mondo, dopo la conquista della seconda Fed Cup da parte
di Flavia Pennetta e delle altre ragazze azzurre: una vittoria
cristallina e mai in discussione, che pone l'Italia al primo posto
della classifica, davanti a colossi come Usa e Russia. Uno splendido
risultato, visto che questo sport, da noi, ha sempre vissuto momenti
decisamente altalenanti, conditi dalla mediocrità degli uomini, che
forse dovrebbero imparare qualcosina dalle rispettive colleghe: con il
duro lavoro e la serietà si può arrivare ovunque, anche ad alzare la
coppa più ambita. Brave! 800 milioni di volte indietro Passa quasi sotto silenzio la notizia che il Governo italiano ha dirottato i fondi inizialmente previsti per la Banda Larga
ad altre priorità, vista la crisi economica che non prevede sforzi in
cose altrimenti definite accessorie da chi ha il controllo della vita
pubblica. Resta imbarazzante il confronto con altri Paesi europei anche
magari meno importanti e ricchi del nostro, che però investono perchè
sanno che i soldi spesi adesso per evitare il digital divide saranno
fondamentali in futuro per evitare di restare fuori non solo dalla
tecnologia in senso stretto, ma da tutte quelle opportunità connesse
alla possibilità di conoscenza (e, quindi, uno sviluppo intellettuale
ma anche, magari, economico). La sensazione che qui si resti al palo
perchè si sottovaluti in maniera grave il problema è forte, così come è
forte l'essenza di un'Italia che non va avanti, alla scoperta del
nuovo, alla ricerca anche del rischio, di un'Italia che si chiude a
riccio, che torna indietro fino ad un'era primordiale, in netto
contrasto con un Mondo che intanto prova, almeno, a vedere il futuro. ![]() November 01 Carpe diem Pare una gran banalità affermare
che la vita è una, e che non c'è assolutamente tempo per perdere altro
tempo. Tutto quello che deve essere fatto va fatto, immantemente, senza
pensare a procrastinare all'infinito cose per cui dopo potrebbe esservi
aria di rimpianto. Vivere la vita così com'è, accettandone i limiti,
rimboccandosi le maniche per agire, perchè domani potrebbe essere già
tardi. Parole scontate? Forse, ma di tanto in tanto capita l'occasione
per capire che bisogna veramente apprezzare ogni singolo secondo
passato qui. E che godere di quanto si ha già è un piacere unico al
mondo. ![]() Alda Quando la poesia se ne va con un gran sbattere d'ali. ![]() October 31 Senza rete Il funambolo si muove agile
sulla sua esile corda, guarda tutti dall'alto eppure affronta senza
paura quel filo sottile che pare sprofondare nel vuoto. Non si lascia
abbandonare dalla suggestione dell'altezza, vive del brivido instillato
dal suo atto di coraggio. Perchè il funambolo sa bene che potrebbe
cadere da un momento all'altro, e senza protezione alcuna spezzarsi
l'osso del collo. Ma vive per quel sano terrore, gode della vista delle
formiche che, sotto di lui, lo guardano attonite in quel momento ma che
in realtà non vivranno l'adrelina delle vere emozioni dettate da un
filo e dal coraggio di vivere senza rete. October 28 Il germe dell'auto-difesa Di tutto lo scandalo relativo a
Marrazzo non preoccupa tanto il fatto che lo stesso andasse coi trans
(sono, è proprio il caso di dirlo, cazzi suoi), ma già la presenza
della magica polverina bianca sui tavoli del malaffare è, di per sè
stessa, fonte di dubbi sul suo operato come Governatore del Lazio.
Quale fiducia può instillare, nel cittadino, una persona che magari
un'ora prima del consiglio regionale ha pippato allegremente in dubbia
compagnia? Quali importanti decisioni possono essere state alterate per
questo? Il germe dell'auto-difesa della casta aiuta gli stessi
componenti a nascondere i reciproci vizietti agli occhi del popolo, ma
tutto questo innalzarsi su di una fittizia torre d'avorio non fa che
allontanarli ancor di più dalla realtà e dal loro originario intento.
Non è ovviamente solo Marrazzo il problema, quanto una struttura che
beffa l'elettorato pensando bene di fare fessi gli altri, quando in
realtà i fessi dovrebbero essere loro. Ecco così che si parla di
"patto" bipartisan per evitare certi scandali, e di "spifferatori",
ovvero coloro che non rispettano il patto e diabolicamente danno la
vittima in pasto alla stampa sbrandellatrice. Ma chi è la vera vittima,
se non proprio colui che sta fuori dal Parlamento, e che sente parlare
di escort, di trans, di cocaina, di infedeli, di tutto insomma, tranne
che di morale civile e di politica in quanto tale? ![]() October 23 Ridicolismi italici La serietà con cui si affrontano
certe cazzate, in Italia, è qualcosa di micidiale. Nonostante tutti i
problemi che ci affliggono, i mille ed uno quesiti irrisolti e le
oscure trame di palazzo che mai saranno svelate, il problema del giorno
è un gruppo su Facebook che inneggerebbe all'odio contro il Primo
Ministro. Metto il condizionale non a caso, perchè chi conosce un
minimo la logica di queste cose, chi frequenta un attimino le novità (e
non si contorce dietro dubbi sui mezzi e sulla liceità di certe
informazioni, che vanno sempre accostate al giusto contesto), sa
benissimo che in quell'"uccidere Berlusconi" non si nasconde di certo
la velleità più o meno sopita di far fuori Silvio, quanto uno spazio di
sfogo contro colui che (a torto o ragione) viene ritenuto il primo
responsabile di certa mediocrità italiana. In un paese serio non si
darebbe alcun risalto alle sorti di un gruppo di un social network, ma
qui si fa i puri ed i casti con il nulla, ci si scandalizza per cose
che tranquillamente si potrebbero udire in un qualunque bar d'ogni
latitudine. Si fa i duri quando non serve, o quando addirittura è
deleterio: detto per inciso, il sopraddetto gruppo ha visto cinquemila
persone iscriversi in un sol giorno, segno evidente che lo stringere
dei cordoni ha fatto sopraggiungere tra gli utenti un senso di ingiusta
censura. Si avvia intanto un'indagine per scoprire chi siano questi
malfattori della tastiera, che pensano bene di organizzare un attentato
firmandosi con nome e cognome: furbi, eh? A Palo Alto rideranno di
certo, quando si vedranno arrivare la richiesta di blocco della pagina
e dei nomi degli utenti incriminati. E l'opposizione, che dice?
Chiudete anche le pagine su Franceschini! Verrebbe da dire "no comment"
di fronte a tanta sciatteria, ma proprio non si può stare zitti su
questa arretratezza mentale e culturale, su questa maledetta paura
dell'oscuro mostro di Internet da parte dei detentori del potere,
assolutamente fuori tempo massimo e sempre pronti ad imporre il
bavaglio nei confronti di un qualcosa che non riescono assolutamente a
capire. Forse facendo finta di nulla e tirando avanti si fa miglior
figura, senza scomodare ipotesi di reato che non sono neanche
nell'anticamera delle menti di chi si sfoga dietro ad un monitor, che
alla fine è forse il metodo più inoffensivo al mondo per esprimere il
proprio disappunto, senza dover ricorrere a chissà quale più o meno
vibrata forma di protesta. Mentre la censura, in ogni veste essa si
presenti, è solo una gran fesseria. ![]() October 20 Lagrimas Dolci, piccole, flebili lacrime Dal tuo volto scendono Bagnando di gioia L'istante d'amore Che sgorga Solcando, intanto, Le trame del cuore. ![]() October 16 Cinegiornale 09"Onore
a tutti i camerati in ascolto. L'istituto L.U.C.E. è orgoglioso di
mostrarVi le immagini di un temibile nemico del nostro amabile Duce
mentre passeggia furtivamente tra le vie di Milano, losco ed instabile
come descrittoci già dalla polizia fascista. Il nemico della libertà
fuma nervosamente delle sigarette davanti ad un negozio di barbiere,
curioso vezzo che lascia tradire una non certo mascolina mancanza di
sicumera. L'effeminato si muove quindi avanti ed indietro con fare
ridicolo, come un topo in cerca disperata di cibo. Come sì può vedere
chiaramente dalle immagini, si nota un cranio deforme ad una
fisionomia che non ricorda minimamente quella dei nostri eroici
virgulti impegnati al fronte: tutti segni, questi, appartenenti ad un
individuo di razza nettamente inferiore, e che come tale non certo in
grado di prendere decisioni sul destino del nostro Condottiero. In più,
l'ultimo inquietante dettaglio di un individuo raccapricciante e
perverso: egli indossa dei discutibili calzini turchesi! Ma questa toga
rossa non continuerà a delinquere ancora per molto, abbigliato in tal
modo e con un cervello da scimmia che potrebbe danneggiare il nostro
popolo. Sarà messo presto a tacere, con le buone o con le cattive. A
noi!
October 14 In absentia Stringere quello che si ha ed
accorgersi improvvisamente di quello che manca. Perchè le assenze si
fanno sentire di più, perchè quanto di manchevole si accusa
maggiormente, a fronte delle gioie dettate dall'avere quanto si ha dopo
aver fatto tanto per ottenerlo? Il discorso verte sempre su quella
fuggevole felicità, sensazione che vola via un attimo dopo essersi
posata candidamente sui nostri volti, in uno sbatter d'ali tanto veloce
quanto amaramente beffardo. E' la ricerca di quella stessa felicità ad
animare il cammino dell'uomo, ed i vuoti vanno allora necessariamente
riempiti per appagare momentaneamente sè stessi. Fosse tutto così
facile, tutto così predisposto, ordinato, netto e puntuale, non avremmo
una vita degna di essere chiamata tale, ma qualcosa di più simile ad
una soap opera di infima qualità dove a vincere sono solo le ovvietà.
L'assenza serve per essere compensata dalla presenza, ed è un bene
avvertire quel buco nel petto di tanto in tanto, serve a ricordarci che
siamo vivi e dobbiamo lottare nella nostra vita. D'altronde, senza la
tristezza non esisterebbe il concetto stesso di felicità, e noi altri
avremmo esistenze piatte e senza emozioni. Vale la pena il restare al
bordo della scena per la paura di bruciarsi? Esistono emozioni che non
devono essere esplorate ed assaporate? E perchè, poi? Solo il fuoco
della passione può bruciarci, ma regalare anche quel tepore e quella
luce che serve ad illuminare l'esistenza. Vivere tutto è allora
l'antitodo ideale contro le nostre turbinose angosce, altrimenti è
buio, buio pesto assoluto. Estasi d'arte Il grande dilemma, ovvero
sciogliere il dubbio su cosa sia veramente un'opera d'arte, e cosa no.
Chi stabilisce se una sedia sia un semplice complemento d'arredo o un
sublime esempio di design? Sono tanti gli esempi che si potrebbero
portare avanti nella disputa. Fondamentalmente una vera e propria arte
dovrebbe essere frutto di ingegno, ma soprattutto dovrebbe saper
condurre emozioni notevoli nell'animo di chi la vive. Se non si avverte
nulla, non può certo essere considerata arte: l'estasi che conduce la
vera arte entra nel cuore, si irradia in tutto l'organismo, inquieta,
rallegra, distrugge, crea, ammutolisce. Per questo tutto dipende dalla
nostra stessa sensibilità, dal modo di vedere le cose: in un quadro di
Joan Mirò qualcuno potrà vedere quattro lineette tracciate in modo
infantile, qualcun altro invece un mondo esplosivo di genialità al di
fuori di ogni schema. Possedere le chiavi d'accesso della comunicazione
con l'artista è quindi un pregio di pochi, ed i tanti bollano di
insensatezza quello che non possono capire. Per gli altri, i pochi...è
tutta un'estasi d'arte. Una meravigliosa danza d'emozioni tracciate con
il pennello. Saper trovare questa chiave, questa via verso l'ermetismo
del genio, è la misura con cui poter effettivamente misurare il valore
intrinseco dello strumento artistico. Ed aprire il proprio mondo ad
altri fantastici orizzonti. ![]() |
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